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Scrub labbra al cioccolato

€12.99

Scrub labbra delicatamente esfoliante grazie all’azione dei granuli di Nocciolo e Mandorla. Rimuove le impurità e le piccole imperfezioni migliorando notevolmente la texture delle labbra e lasciando una piacevole sensazione di idratazione e levigatezza.
Il burro di Karitè e l’olio di Cocco donano idratazione e protezione e la presenza di Vitamina E assicura alle labbra elasticità e morbidezza. Contiene: Burro di Karitè, Granuli di Nocciolo, Granuli di Mandorle, Olio di Cocco, Olio di germe di Mais , Vitamina E.

Disponibile

COD: M16 Categorie: , Tag: , ID prodotto:4036
Scrub labbra: cos’è e quali sono i suoi benefici

Durante i cambi di stagione e con il freddo invernale, molto spesso le labbra si seccano creando un effetto disordinato e poco salutare. Quando neanche un balsamo labbra riesce a risollevare l’idratazione e la compattezza di questa zona del viso è possibile utilizzare lo scrub labbra, un trattamento molto semplice e spesso sottovalutato.

Lo scrub labbra è un trattamento esfoliante che rimuove le pellicine in eccesso e nutre le labbra screpolate e secche. Scopri cos’è e a cosa serve lo scrub per le labbra, i benefici e come eseguire il trattamento prendendosi cura della pelle prima e dopo l’esfoliazione.

Scrub labbra: cos’è e a cosa serve?

Lo scrub labbra è un trattamento estetico esfoliante per la cura delle labbra. È un prodotto in vasetto, come tutti gli altri scrub, sfrutta una base cremosa con all’interno micro – granuli. Massaggiando il prodotto sulle labbra, i micro-granuli sfregano sui tessuti eliminando lo strato superficiale di cellule morte e le piccole pellicine presenti, per poi idratare la pelle in profondità.

 

Esistono vari tipi di scrub labbra in commercio che si distinguono in base a vari fattori, come il tipo di pelle e gli ingredienti. Ad esempio, su pelli sensibili sono preferibili prodotti delicati con ingredienti naturali e particelle più sottili rispetto a quelli generalmente utilizzati su pelli normali o più spesse.

 

È consigliabile scegliere prodotti con ingredienti di origine naturale come il nostro di Fred Marcus ed evitare componenti chimiche che potrebbero reagire provocando reazioni cutanee, irritazioni, allergie o altri effetti collaterali.

Quando fare lo scrub labbra?

Lo scrub labbra ha molti benefici per la cura delle labbra, se svolto regolarmente. Infatti, è consigliabile fare uno scrub sulla bocca almeno una volta la settimana, fino ad un massimo di 2 o 3 volte a settimana, se necessario.

Per esempio, è utile eseguire lo scrub sulle labbra prima di applicare prodotti che tendono a seccare la pelle, come le tinte labbra.

Come prendersi cura delle labbra prima e dopo lo scrub

Prima di applicare il prodotto bisogna detergere il viso con un detergente adatto al proprio tipo di pelle.

Vedere i detergenti Fred Marcus.

 

Benefici dello scrub per le labbra

I principali benefici dello scrub labbra sono:

  • Elimina le cellule morte e ripulisce le labbra dalle impurità
  • Incentiva il rinnovamento delle cellule e dona alle labbra un colorito salutare
  • Tonifica le labbra e aiuta a far circolare meglio il sangue
  • Idrata e nutre i tessuti danneggiati
  • Attenua e lenisce le piccole ferite e le zone irritate
Cosmetici naturali e bio come quelli di Fred Marcus non contengono:
  • Parabeni
  • Petrolati
  • Siliconi
  • Antimicrobici
  • Coloranti chimici
  • Conservanti che rilasciano formaldeide
  • Profumi di derivazione chimica.
  • Sles
  • Sls
  • Senza allergeni
  • Nickel tested

 

Ecco una guida veloce ma esaustiva su cosa possibilmente NON dovrebbero contenere i cosmetici per la pelle di adulti e soprattutto bambini

I Tensioattivi

I tensioattivi hanno una struttura chimica doppia: da una parte sono simili all’acqua e in grado di legare con essa, dall’altra sono simili al grasso. Grazie a questa capacità hanno la funzione di lavare via lo sporco (grasso) e per questo vengono utilizzati in tutti i prodotti detergenti, come shampoo, bagnoschiuma, detergente intimo, sapone liquido.

I tensioattivi più discussi tra quelli maggiormente utilizzati sono Sodium Lauryl Sulfate o SLS e il Sodium Laureth Sulfate o SLES, poiché la loro azione detergente è spesso troppo drastica e durante il lavaggio possono rimuovere il film acido idrolipidico della pelle aumentandone la permeabilità e permettendo ad altre sostanze di penetrare.

Va detto che l’aggressività di questi tensioattivi viene bilanciata da altri tensioattivi inseriti all’interno della formulazione del cosmetico.

Esistono poi tensioattivi meno aggressivi e ammessi nella cosmesi eco-bio, tra cui il Lauryl glucoside, il Coco glucoside and Glyceryl oleate e il Sodium lauroyl sarcosinate.

I Parabeni

I Parabeni sono sostanze utilizzate come conservanti che si riconoscono nell’etichetta di un cosmetico per la desinenza in -paraben.

Alcune ricerche recenti hanno sollevato il dubbio che possano interferire con il sistema endocrino. Un prodotto cosmetico che contenga acqua dovrà contenere anche un conservante, che è spesso di sintesi, per garantire che il prodotto non venga attaccato da muffe e batteri, spesso più pericolosi del conservante stesso.

Il conservante si trova all’ultimo posto dell’INCI di un cosmetico, pertanto viene utilizzato a percentuali molto basse (in genere inferiori all’1%) ed esistono conservanti ammessi nella cosmesi eco-bio vegetali e sintetici, come l’accoppiata Potassio Sorbato e Sodio benzoato molto utilizzata nei prodotti naturali.

Tutti questi ingredienti sono ammessi nei prodotti cosmetici in determinate percentuali e i controlli sui cosmetici in commercio rendono ogni prodotto sicuro per la nostra salute.

Inoltre va ricordato che la bontà di un prodotto non dipende solo dal singolo ingrediente ma dall’intera formulazione del cosmetico; l’azione aggressiva di un componente può essere infatti mitigata da un altro ingrediente, come accade per i tensioattivi.

Detto questo, dobbiamo considerare che ogni giorno sono molteplici i cosmetici che utilizziamo per detergere, idratare e curare la nostra pelle e i nostri capelli e non siamo in grado di valutare le interazioni degli ingredienti di tutti i prodotti che vengono a contatto con il nostro organismo, quindi l’ideale sarebbe esporsi il meno possibile a determinate sostanze.

I Petrolati: Paraffina, Vaselina e Siliconi

I petrolati sono degli idrocarburi, sostanze che derivano dagli scarti di raffinazione del petrolio. Nella cosmesi vengono utilizzati i cosiddetti “petrolati bianchi”, raffinati e liberi dalle impurità della lavorazione.

Al pari dei siliconi, vengono utilizzati soprattutto nelle creme, nei bagnoschiuma, negli shampoo e nei trucchi come agenti protettivi per evitare la disidratazione della pelle.

Come agiscono? Creano sulla pelle una vera e propria pellicola protettiva, che evita la disidratazione impedendo all’acqua presente nelle cellule di evaporare. Inoltre la loro consistenza fa sì che la pelle si presenti liscia e setosa.

Questa sensazione, però, è soltanto momentanea: infatti non nutrono la pelle, ma si limitano semplicemente a ricoprirla con uno strato oleoso.

La loro caratteristica filmante è però anche uno dei loro più grossi difetti: infatti impediscono non solo all’acqua di uscire, ma anche all’ossigeno di entrare, andando a interferire con la normale respirazione cutanea e permettendo a microorganismi e batteri di proliferare al di sotto del loro film protettivo.

Si tratta inoltre di sostanze comedogene: chiudendo i pori, favoriscono la formazione di punti neri, brufoli e altre imperfezioni.

Paraffina e Vaselina sono indicati in etichetta come Paraffin,Paraffinum Liquidum, Petrolatum, Mineral Oil, e vengono utilizzati nella fase grassa di una crema per la loro funzione filmante; sembra però che la loro azione antidisidratante impedisca la traspirazione della pelle, occludendo i pori.

Questo ostacola la fisiologica espulsione delle tossine e, usato quotidianamente, questi ingredienti possono causare irritazioni o reazioni allergiche. Inoltre, il rallentamento delle funzioni del normale sviluppo delle cellule, dà luogo ad un invecchiamento prematuro della pelle.

I siliconi si riconoscono nell’etichetta di un cosmetico per la loro desinenza in -one, -thicone -siloxane. Sono molecole artificiali, non biodegradabili e che necessitano di processi di produzione inquinanti.

Sebbene la letteratura cosmetologica sostenga che i siliconi siano inerti e in quanto tali innocui per pelle e capelli, questi ingredienti creano una patina occlusiva che ostacola le normali  funzioni fisiologiche della pelle , un po’ come avviene per la paraffina e la vaselina.

Carbomer

È un gelificante utilizzato nei gel, nelle creme-gel e nelle emulsioni leggere. Non è biodegradabile in nessun modo e può essere sostituito nella cosmesi eco-bio da gelificanti di origine naturale, tra cui la  gomma xantana , la gomma carragenina o l’agar-agar.

Propylene glycol

È un derivato del petrolio ma non ha problemi di biodegradabilità. Nei cosmetici svolge la funzione di solvente/umettante e sembra che riesca ad esercitare la sua azione solvente anche sul film idro acido lipidico della pelle provocando irritazioni e sensibilizzazioni anche in basse dosi.

EDTA, PEG, PPG, DEA, MEA, TEA, MIPA

I vari EDTA (Disodium EDTA, Tetrasodium EDTA) sono chelanti che sequestrano e rendono inoffensivi i metalli presente nel cosmetico. Il preparato diventa in questo modo più stabile e duraturo poiché gli EDTA evitano che i metalli si ossidino facendo irrancidire il prodotto o che leghino con i tensioattivi, rendendo questi ultimi meno efficaci. Sono poco biodegradabili.

Se troviamo in etichetta le sigle PEG e PPG, sappiamo che queste sono indice della presenza di molecole petrolifere (emulsionanti, tensioattivi, umettanti, solventi eccetera) che diminuiscono la capacità della pelle di assorbire umidità e nutrienti.

MEA (monoetanolammina), DEA (dietanolammina), TEA(trietanolammina), MIPA (monoisopropilammina) fanno invece parte della famiglia delle ammine.
In presenza di altri ingredienti (nitriti), le amine possono dare origine a nitrosamine, composti allergizzanti e potenzialmente carcerogeni.

Conservanti

I CONSERVANTI ovvero tutte quelle sostanze che devono essere addizionate ai cosmetici contenenti acqua per evitare che si sviluppino muffe o batteri. Tra i più comuni troviamo:

 

  • FORMALDEIDE: la troviamo in tantissimi prodotti di uso comune e purtroppo viene largamente usata anche nella conservazione dei cosmetici. Prodotti come fondotinta, shampoo e smalti contengono formaldeide che oltre ad essere una sostanza conservante è un potente battericida. Nonostante sia stata accertata la sua cancerogenicità, la formaldeide continua ad essere contenuta in una vasta gamma di prodotti, anche se a concentrazioni molto basse.
  • PARABENI: i sei principali parabeni che possiamo trovare nelle formulazioni in commercio sono methylparaben, ethylparaben, propylparaben, isobutylparaben, butylparaben e benzylparaben e vengono usati come conservanti nelle creme idratanti, solari, nei dentifrici, negli shampoo, nei detergenti intimi, nei deodoranti, nei gel da barba, insomma in tantissimi cosmetici di uso quotidiano, persino nei cosiddetti prodotti “naturali” o “organici” . È stato ampiamente dimostrato che queste sostanze penetrano attraverso la pelle e restano intatte all’interno del tessuto, accumulandosi. Sebbene siano legalmente autorizzati nell’Unione Europea, anche i parabeni sono seriamente sospettati di essere cancerogeni.
  • QUATERNIUM 15: fa sempre parte dei conservanti. È presente in molti cosmetici per il make-up degli occhi, nei fondotinta, negli shampoo ma anche nelle lozioni idratanti e nelle creme solari. È nocivo perché rilascia formaldeide, è tossico e dà luogo a fenomeni di sensibilizzazione.
  • KATHON CG: è un altro conservante, un antimicrobico ad ampio spettro d’azione, incolore e inodore contenuto nei dermocosmetici, nei prodotti per l’igiene personale e nei prodotti per la casa. Dal punto di vista tossicologico, il Kathon CG, è stato classificato come irritante primario nonostante abbia un grandissimo utilizzo. È possibile trovarlo sulle etichette con dei sinonimi come GROTAN, EUXIL o ISOTIAZOLINA.

 

Altre sostanze impiegate comunemente nei cosmetici che ognuno di noi ha in casa sono:

 

  • MEA-DEA-TEA: sono rispettivamente le sigle di monoethanolamine, diethanolamine, triethanolamine e sono presenti in molti composti cosmetici. Li possiamo trovare quasi sempre nei prodotti che fanno schiuma quindi shampoo, saponi e bagnoschiuma e danno luogo a nitrati e nitrosamine ovvero agenti cancerogeni.
  • PARAFENILENDIAMINA(PFD): questa sostanza, dal nome difficile da pronunciare, la incontriamo spesso quando andiamo dal parrucchiere, infatti è il colorante più importante usato per le colorazioni permanenti dei capelli. Molto spesso dà luogo a fenomeni di sensibilizzazione tanto che questa sostanza è stata bandita da molti Paesi europei.
  • FTALATI: una tra le sostanze più incriminate, di cui avevamo già ampiamente parlato, trova ampio utilizzo anche in campo cosmetico. Secondo un rapporto di Greenpeace, un grandissimo numero di profumi per uomo e donna delle migliori marche contiene due sostanze che possono avere effetti indesiderati sulla salute: gli ftalati appunto e i muschi sintetici.
  • TENSIOATTIVI: sono sostanze dotate di proprietà schiumogene, detergenti e solubilizzanti. Sono ovviamente presenti in tutti i prodotti che detergono corpo e capelli e i più conosciuti sono senza dubbio il sodium laureth sulfate (SLES) e il sodium lauryl sulfate (SLS). Non sono sostanze cancerogene, come si pensava fino a qualche anno fa, ma essendo molto aggressive è meglio preferire prodotti contenenti tensioattivi più delicati e soprattutto limitarne l’uso.
  • TOLUENE: leggi toluene e pensi subito ai prodotti per le unghie e in effetti il toluene è il solvente che serve a stendere facilmente lo smalto. Purtroppo è stato collegato a disturbi del sistema nervoso e può inoltre causare danni ai reni. Per correre ai ripari alcune case cosmetiche hanno tolto dai componenti dei loro smalti la sostanza incriminata. Forse il nostro smalto si sgretolerà più velocemente, ma avremo la certezza di non avvelenarci.
  • PROFUMO: tutti i cosmetici in genere hanno un odore gradevole. Siamo portati a pensare che la fragranza all’interno dei prodotti per l’igiene personale sia del tutto innocua, ma non è così. Il 95% delle sostanze chimiche impiegate nei profumi e nelle fragranze dei cosmetici sono composti sintetici derivati dal petrolio e dal momento che i profumi hanno un basso peso molecolare, riescono a penetrare più facilmente nella pelle e possono causare allergie o difficoltà respiratorie.
  • IDROCHINONE: leggendo le etichette dei prodotti schiarenti per la pelle è facile imbattersi in questo composto, un fenolo che risulta essere nocivo, irritante e pericoloso per l’ambiente. Anche se ne è stato vietato l’uso come schiarente per la pelle, questa sostanza continua ad essere impiegata nelle tinture per capelli, anche se a concentrazioni basse.
  • COAL TAR: spesso in dermatologia per curare la psoriasi vengono utilizzati i catrami terapeutici. Tra questi, il più efficace è il Coal Tar ovvero il catrame minerale che, per la sua attività riducente e antiseborroica, trova impiego in molte creme antri prurito e nei trattamenti per il cuoio capelluto ma può dar luogo a fenomeni di fotosensibilizzazione.
  • ALLUMINIUM: lo troviamo all’interno di tantissimi prodotti, alimentari e non, e ovviamente non poteva mancare tra i componenti di molti cosmetici, in particolar modo deodoranti e antitraspiranti, che possono contenere fino al 20% di sali di alluminio sotto forma di cloridrati di alluminio e idrati di zirconio. L’uso prolungato di queste sostanze è collegato al rischio di insorgenza di cancro al seno poiché i sali di alluminio sono in grado di danneggiare in modo significativo il Dna delle cellule, stimolandone la degenerazione in cellule cancerose.
30 ml

Descrizione

I Componenti Dello Scrub Labbra Esfoliante al Cioccolato sono Da Agricoltura 100% Biologica e Nickel Tested.
Burro di karitè

Il burro di karitè è un grasso africano, ingrediente adatto per molti prodotti cosmetici, come burri per il corpo e prodotti per la cura della pelle. Il burro di karitè deriva dall’albero di karitè, presente nel sud del Sahara, e cresce allo stato selvatico. È di colore biancastro o avorio e ha una consistenza cremosa facile da spalmare sulla pelle.Il burro di karitè non lubrifica solo le labbra, ma le rende più morbide e levigate! Ecco alcune delle sostanze nutritive nel burro di karitè per belle labbra:

– Vitamina A – contrasta la secchezza

– Vitamina E – lubrifica le labbra

– Vitamina F – sigilla l’umidità e favorisce la guarigione

– Vitamina K – blocca le labbra sanguinanti.

Olio di cocco

Il vantaggio principale dell’olio di cocco sono i suoi effetti idratanti. Questo lo rende ideale per le labbra screpolate.

Le tue labbra sono particolarmente sensibili alla perdita di umidità perché la pelle è sottile e sono esposte agli agenti atmosferici più di altre parti della tua pelle.

Olio di mais

Prezioso olio grasso a base di semi di mais, che non è assolutamente inferiore ai suoi concorrenti: girasole o oliva. Le amanti di tutto il mondo lo usano per scopi culinari. L’olio di mais è una vera scoperta per i cosmetologi, perché è in grado di penetrare negli strati più profondi della pelle, è un prodotto ipoallergenico ed è adatto a tutti i tipi di pelle e per tutte le età. E il meraviglioso complesso vitaminico-minerale in esso contenuto lo rende un prodotto molto richiesto in medicina.

Vitamina E

La vitamina E è un potente antiossidante, efficace nel contrastare i radicali liberi che possono danneggiare diverse componenti delle cellule, come le membrane cellulari e gli acidi nucleici.

La caratteristica principale della vitamina E è la sua azione antiossidante. È riconosciuta, infatti, l’efficacia di questa sostanza nel contrastare l’azione dei radicali liberi.

Grazie alle sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, la vitamina E trova largo impiego nella cosmetica all’interno di molti prodotti per la cura della pelle di tutto il corpo, viso e labbra compresi.

Recensioni

  1. Rosa –

    Questo scrub mi piace molto, buon gusto, rende le labbra molto lisce e idratate. Quando ho finito di scubbare le labbra lo pulisco con una salvietta per il viso.Il barattolino è carino da lasciare esposto. Lo consiglio.

  2. Claudio –

    L’ho regalato alla mia ragazza e l’ha adorato dal primo momento, in primis per il formato minuscolo che è veramente grazioso e in secondo luogo perché è veramente super efficace.
    Lo usa come trattamento labbra la notte, e si è trovata subito molto bene nonostante soffra di allergia ai pollini che le provoca screpolamento della zona del filtro nasale. In realtà con questo prodotto, applicandolo anche un minimo attorno alle narici, ha risolto anche l’inestetismo dello screpolamento sul naso.
    L’odore alla nocciola è molto gradevole sembra di avere sulle labbra un velo di nutella, rapportato ad altri prodotti di marca blasonata direi che il prezzo è anche giusto.
    Non posso che consigliarlo

  3. Marilena –

    Morbido, cremoso, emolliente e nutriente è ottimo pe le labbra. Consigliato.
    Per non parlare del suo gusto fa venire il diabete per quanto è buono.

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Come fare uno scrub labbra?

Fare uno scrub sulle labbra è davvero molto semplice. Il trattamento richiede pochi e semplici passaggi:

  1. Detergi il viso e le labbra
  2. Applica il prodotto sulle labbra umide
  3. Disegna dei movimenti circolari con le dita per pochi secondi
  4. Rimuovi il prodotto con un dischetto o risciacqua

Butyrospermum parkii (Shea) butter, Corylus avellana (Hazel) shell powder, Prunus amygdalus dulcis (Sweet almond) shell powder, Cocos nucifera (Coconut) oil, Zea mays (Corn) germ oil, Caprylic/capric triglyceride, Tocopheryl acetate, Parfum [Fragrance].

 

Informazioni

Sostanze funzionali inserite in formula nella dose ottimale raccomandata – Dermatologicamente testato su pelli sensibili – Nichel tested – Prodotto formulato per ridurre al minimo i rischi di allergia.

L’eventuale leggera variazione di colore e odore è indice della naturalità di alcuni dei componenti e non altera la qualità del prodotto. Evitare di lasciare il prodotto aperto e inutilizzato per tempi lunghi. Conservare in luoghi freschi, asciutti e al riparo dalla luce.

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